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Visualizzazione dei post da febbraio 1, 2009

Cappuccetto Rosso?

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Il mio nipotino Riccardo ha cinque anni, è festoso con me e ogni qualvolta mi vede, chiede la narrazione di nuove favole; spesso mi sbizzarrisco e sorridiamo insieme.     U n bel giorno, Cappuccetto Rosso telefonò alla nonna che viveva sola per ottusa scelta, poi uscì di casa; era di buon mattino e s’inoltrò pel sentiero che conduceva alla sperduta casetta, per farle visita. Attraversando il bosco non si dava pena, né per la nonna né per i genitori, sempre assenti e troppo lontani dal suo cuore.  La premurosa bimba non si disperava; li sognava accanto a se in ogni istante. Avvertiva la solitudine della nonna e sol per lei, s'inventava torte da farle gustare, ma non per vanità.  Lei amava la natura e si abbigliava sempre di vestitini verdi con fiori a ricamo, doni della nonna, ma quel dì, quei delicati colori non trasparivano; s'era ricoperta con un leggero montgomery, rosso, esaudendo le precedenti raccomandazioni, quasi per devozione e tuttavia non i...

L'alba di Narciso.

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La mortalità individuale mai fermerà Narciso. La comprensione dell’altrui identità, idem della propria, così dell’umore prevalente, è costantemente parziale. È dunque parziale anche qualsiasi diagnosi sull’uomo coerente; parziale è tuttavia meglio del niente, altresì, l’uomo incoerente non è manco diagnosticabile. L’incoerenza, pure, proietta sue valide ragioni. Approfondire sarebbe opportuno, almeno per soddisfare l’innata curiosità il cui fine dovrebbe colmare un vuoto; si verifica, sovente, che fosse invece preferibile che qualche vuoto identitario rimanesse tale. Per soddisfare la propria curiosità, professionale e personale, che sia fine a se stessa, è necessario cambiare vestito (è un rito atavico), tuttavia adottare l'empatia come formula di base comporta ogni qualvolta la perdita di una porzione d'identità; letture sommarie suggeriscono che l'umiltà fosse, da sempre, premiante in termini di consenso e forse lo è ancora, ma lo è sporadicamente nell’ambiente lavora...