L'autosufficienza determina longevità, mentre il resto è opzione.
Siamo nati qui; questa è la nostra terra, questa è la nostra casa.
Chi è Biden? Chi è Draghi? Chi è Zelensky? Putin invece lo conosciamo più o meno bene. A conti fatti, che ci frega di conoscere costoro? A conti fatti, costoro dovrebbero conoscere NOI, cioè quanto resta di un mondo contagiato smodatamente.
Dove ubicano le Terre Promesse? Ogni testa è un pianeta a se stante, altresì un futuro distante non può oscurare le gravi condizioni che incidono sulla quotidianità onnipresente nelle nostre teste, siccome siamo antagonisti nelle quisquilie, ma fortemente coesi nell’affrontare problemi essenziali, i quali affiorano d’improvviso coinvolgendo ogni nostro interesse. Esiste un perché che funge da molla e quel perché va codificato per averne coscienza collettiva, affinché non resti prerogativa ai grandi speculaturi, siccome le ragioni innate dell’istinto umano andrebbero decrifrate minutamente e democraticamente, ancor prima del condinzionamento educativo dell’uomo in erba, giacché una molla moderna su cui fare leva si è strutturata nel mondo civilizzato, cioè il desiderio di benessere, sia personale, sia collettivo. E’ una molla prevalente, ci calza a pennello e giustifica le nostre azioni quotidiane, anche se offusca totalmente la ragione d’esistenza e la nostra autentica collocazione nell’ambiente in cui ci siamo adattati. Il benessere sarebbe un nostro recondito obiettivo, spesso raggiunto, spesso superato e più sovente mai assaporato. L’occidente presume di essere il modello di civiltà che ha sconfitto il disagio. L’occidente presume tante cose prettamente occidentali.
Quanto resta della Roma capostipite e funzionale e dove si alloca ciò che resta di quel colossale impero? L’occidente moderno è comunque un impero, idem la Cina, idem la Russia; l’Africa è invece frammentata come lo sono i paesi arabi. L’occidente intero è un tritatutto.
L’occidente ha privilegiato l’establishement a danno del tradizionale artigiano, quindi a danno della tradizione millenaria che ha sorretto l’uomo nel tempo a noi antecedente. Accade perciò che le formule civilizzanti occdentali facciano leva sulle umane debolezze, affinché gli interessi dell’establishement si affermino. Che c’è di male? Beati loro o beati noi? Soprattutto beati loro e sarei anch’io tra i primi ad applaudirli se non fosse che attuando il metodo globalizzante hanno fatto tabula rasa di tutto il resto.
Un dubbio insorge: forse Mosca è erede di Roma siccome è autosufficiente.
La nostra storia non è depennabile, bensì è baluardo di nuove architetture: vero è che un Sistema autoritario esige totalità e, non da meno, l’occidente governante esige un’odierna totalità in ogni meandro da esso civilizzato. La Russia divergente, come l’oriente e l’intero sud del mondo, invece resiste a tale impetuosa invadenza progressista. In sostanza, il metodo europeo uccide l’anima dei suoi stessi autori, ma non va oltre, mentre la grande maggioranza umana del globo terrestre si oppone al trend occidentale, in quanto esso condanna a priori le civiltà differenti evitando perfino un dialogo di accenno persuasivo. Ahimé l’occidente rimarrà occidente ottuso ed il resto del mondo variegato rimarrà tale e quale a prima, sia economicamente, sia culturalmente.
L’indottrinamento finalizzato era una leva redditizia già negli orfanotrofi del 1700 e non solo in penisola italica. Mi aspettavo che il mondo erudito fosse di forgia diversa, invece è soltanto mutato il metodo, infatti l’uomo si può contagiare e poi divenire contagioso; l’effetto covid è irrisorio rispetto al potenziale esercizio dell’informazione pilotata dai soliti mestieranti.
Ordunque abbiamo un problema che ci tocca da vicino: forze politiche di diversa natura convergono sbadatamente verso la tempesta perfetta.
Chi è Biden? Chi è Draghi? Chi è Zelensky? Putin invece lo conosciamo più o meno bene. A conti fatti, che ci frega di conoscere costoro? A conti fatti, costoro dovrebbero conoscere NOI, cioè quanto resta di un mondo contagiato smodatamente.
Dove ubicano le Terre Promesse? Ogni testa è un pianeta a se stante, altresì un futuro distante non può oscurare le gravi condizioni che incidono sulla quotidianità onnipresente nelle nostre teste, siccome siamo antagonisti nelle quisquilie, ma fortemente coesi nell’affrontare problemi essenziali, i quali affiorano d’improvviso coinvolgendo ogni nostro interesse. Esiste un perché che funge da molla e quel perché va codificato per averne coscienza collettiva, affinché non resti prerogativa ai grandi speculaturi, siccome le ragioni innate dell’istinto umano andrebbero decrifrate minutamente e democraticamente, ancor prima del condinzionamento educativo dell’uomo in erba, giacché una molla moderna su cui fare leva si è strutturata nel mondo civilizzato, cioè il desiderio di benessere, sia personale, sia collettivo. E’ una molla prevalente, ci calza a pennello e giustifica le nostre azioni quotidiane, anche se offusca totalmente la ragione d’esistenza e la nostra autentica collocazione nell’ambiente in cui ci siamo adattati. Il benessere sarebbe un nostro recondito obiettivo, spesso raggiunto, spesso superato e più sovente mai assaporato. L’occidente presume di essere il modello di civiltà che ha sconfitto il disagio. L’occidente presume tante cose prettamente occidentali.
Quanto resta della Roma capostipite e funzionale e dove si alloca ciò che resta di quel colossale impero? L’occidente moderno è comunque un impero, idem la Cina, idem la Russia; l’Africa è invece frammentata come lo sono i paesi arabi. L’occidente intero è un tritatutto.
L’occidente ha privilegiato l’establishement a danno del tradizionale artigiano, quindi a danno della tradizione millenaria che ha sorretto l’uomo nel tempo a noi antecedente. Accade perciò che le formule civilizzanti occdentali facciano leva sulle umane debolezze, affinché gli interessi dell’establishement si affermino. Che c’è di male? Beati loro o beati noi? Soprattutto beati loro e sarei anch’io tra i primi ad applaudirli se non fosse che attuando il metodo globalizzante hanno fatto tabula rasa di tutto il resto.
Un dubbio insorge: forse Mosca è erede di Roma siccome è autosufficiente.
La nostra storia non è depennabile, bensì è baluardo di nuove architetture: vero è che un Sistema autoritario esige totalità e, non da meno, l’occidente governante esige un’odierna totalità in ogni meandro da esso civilizzato. La Russia divergente, come l’oriente e l’intero sud del mondo, invece resiste a tale impetuosa invadenza progressista. In sostanza, il metodo europeo uccide l’anima dei suoi stessi autori, ma non va oltre, mentre la grande maggioranza umana del globo terrestre si oppone al trend occidentale, in quanto esso condanna a priori le civiltà differenti evitando perfino un dialogo di accenno persuasivo. Ahimé l’occidente rimarrà occidente ottuso ed il resto del mondo variegato rimarrà tale e quale a prima, sia economicamente, sia culturalmente.
L’indottrinamento finalizzato era una leva redditizia già negli orfanotrofi del 1700 e non solo in penisola italica. Mi aspettavo che il mondo erudito fosse di forgia diversa, invece è soltanto mutato il metodo, infatti l’uomo si può contagiare e poi divenire contagioso; l’effetto covid è irrisorio rispetto al potenziale esercizio dell’informazione pilotata dai soliti mestieranti.
Ordunque abbiamo un problema che ci tocca da vicino: forze politiche di diversa natura convergono sbadatamente verso la tempesta perfetta.
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