RIEPILOGO: L’INFATUAZIONE COLLETTIVA TORNA PERDENTE

Il nostro borgo subisce in sordina perché l’abitante non si oppone al fanatismo progressista. Qui urge redenzione! Di là del borgo, il Bel Paese favorisce la formula del vietato praticare su ogni fronte, perciò abitare in Italia non è più divertente anzi, per l’uomo dinamico, l’impedimento pianificato ha toccato dimensioni opprimenti per la maggioranza; l’illazione è divenuta premiante! Attualmente, la fraudolenza è agevolata dalle riforme frivole dell’ultima ora, le quali fanno capo all’infarinatura ecologica a trazione femminista. Approfondiamo l’iter demenziale che fa seguito al ’68 e che in misura spropositata ha inteso di contrapporsi a quel nazismo hitleriano che debellammo radicalmente nel lontano 1945. È evidente che la batosta fascista abbia rilasciato strascichi indelebili in memoria, cosicché ci siamo fasciati la testa, cosicché l’occidente popolato si è incanalato in un processo di acquiescenza pacifista orientata a cancellare anche la prerogativa individuale di sopravvivenza, schedando come pericolosa ogni attitudine protesa all’autonomia dell’essere vivente, idem dicasi della responsabilità personale, in merito alla gestione delle risorse essenziali e della proprietà privata. Tutto si è costituito perché così si è votato e rivotato a maggioranza, nel timore che un chicchessia individuo potesse reiterare il nazismo del Führer. Siamo perciò divenuti masochisti ma non per colpa nostra; la matassa di normative instaurate a destra e a manca, paralizza oggi il Sistema medesimo perfino nel porvi rimedio. L’handicap è l’attributo prediletto dall’ecofemmina e chiunque ne sia provvisto potrà giovarsi del privilegio di piegare al suo livello ogni altrui prerogativa. Il 900 ci racconta che il gentiluomo si sia estinto dopo il 68, così dissipando il gentil connotato per donare nuova entità all’ancestrale padre padrone, sicché il profumo femminista si è sparso perfino in politica marcando poi la sua impronta sull’educazione della prole, le cui direttive primarie erano garantite dal padre. Accadde, sempre nel dopo guerra e senza sprono alcuno, che i figli dei fiori realizzassero i loro sogni a scapito del solido assetto sociale ampiamente collaudato nei millenni precedenti. Tale struttura sociale, resistente a ogni cataclisma, sia rivoluzionario, sia ecclesiale, sia finanziario, svanì con la propagazione del telefono azzurro. Nel nuovo millennio, a fronte di cotanta redenzione e ricchezza, per noi dell’occidente, dicasi grazie donna! Ora in Italia, il concetto di parità è tornato dispari: la Caccia alle Streghe ha ricavato vendetta! Nel nuovo millennio l’Ateneo istruisce il processo di rivalsa e di scissione delle due essenze complementari, dapprima devote e consacrate nella tutela della famiglia. La femminista non è più mantenuta dal partner, tuttavia sperpera risorse non sue, come sempre e con scontata pretesa gestionale. Il pregiudizio casalingo non si è adeguato, sicché il femminicidio ha assunto prevalenza sul “maschicidio” (per gravità). Grazie all’effeminato potere, lo stato supremo ci informa e ci condiziona ogni giorno, tramite canali educativi di cui siamo noi stessi devoti sponsor, infatti, il canone per la ricezione di radiofrequenze, fu reso obbligatorio negli anni 80, poi divenne capillare col governo Renzi (?). Adesso, la bolletta Enel di prima casa ingloba capillarmente l’ulteriore tributo. Il plagio intellettuale conseguente è solo un minuscolo dettaglio ammaestrante riversato sul grande gregge pagante, quasi appagato; codesto plagio è di fattura femminile ma di scuola fascista. Il condizionamento dispone molti limiti sul diritto all’informazione coerente con i fatti. Tale diritto era comunque già sublimato da legge. Mi spiego: il vietato ignorare, inappellabile (altra nozione d’imitazione fascista), era già accolto nelle sentenze giudiziarie del dopoguerra. È superfluo spiegare il metodo fraudolento annidato nel sistema italiano, il quale è propinato su vasta scala sovvenzionando tendenze affabili alla donna, poi si scontra con l’effetto nocivo alla comunità, poi si confronta con le toghe variopinte e infine esige rimedio dallo stesso contribuente, il quale nulla di ciò intendeva reclamare e votare. Il monopolio di stato, conferito al sesso debole, si è esteso su ogni nostra ambizione: l’Ordine Dei Giornalisti toglie il Tesserino a chiunque NON segua i dettami stabiliti nel glossario del Pensiero Unico. Cari scienziati, le scoperte di Darwin sono state stravolte da precarie ottusità lusinghiere. Ogni contraddizione del gentil sesso si annoda ora all’egoismo della casta, sicché l’intero club progressista protegge a dismisura la politica gender, la biodiversità territoriale di fauna e flora e nel mentre circoscrive il proprio recinto metropolitano (ZTL) affinché ogni altro cittadino non possa infettarlo; di fatto, il rifugiato vi trova confine invalicabile, di fatto, l’ecofemmina promuove i ponti metaforici fregandosene della solidità dei ponti reali su cui anch’essa avanza. Di fatto, consoliamoci poiché, a rivalsa di un’ostruzione green trentennale, sorgerà sullo stretto di Messina il grande ponte che unirà l’Europa alla Sicilia, ovvero il vecchio continente all’appendice primordiale dell’italica civiltà. L’unica ragione di Grillo stava nel vaffa a tutti i detentori dell’arrivismo spudorato. L’alto disegno degli sparuti pseudo elevati, in voga fin dagli anni ’70, era stato partorito per determinare assuefazione culturale in ogni potenziale votante, cioè indottrinamento della massa tramite il metodo più efficace, cioè professando buonismo e fratellanza penetrante. Parallelamente, si è instradata la filosofia del debito, sia pubblico, sia privato, mediante banali processi economici avviluppati al nostro fabbisogno quotidiano, i quali ci hanno spinto ben oltre l’incetta del necessario e fino a renderci compiutamente vincolati all’apparato monetario, cioè vincolati per sanare i debiti concessi, quali il mutuo casa o per l’azienda, il finanziamento auto o per l’arredo ecc; è d’uopo onorare le logiche del marketing strategico dato che onorarlo ci sovviene spontaneo, altrimenti il marketing non sarebbe strategico. Stimolare il desiderio collettivo per fini a noi reconditi, che confluiranno nei rendiconti degli oligarchi globalisti, è raggiro, cosicché pure la diffusione dell’intelligenza artificiale ci renderà maggiormente citrulli, sicché i precedenti debiti potranno sanarsi grazie a nuove erogazioni di prestito. Vero era il detto: tira più un pelo di femmina che un carro di buoi ma oggi non più! Oggi il mercato si è globalizzato perfino nei piccoli borghi: le donne dell’est sono affabili quanto quelle brasiliane. Oggi favoriamo tacitamente l’immigrazione irregolare, le coppie gay, il fanatismo degli animalisti, l’ecologia esasperata, l’invasiva biodiversità già parassita e inarrestabile. Qui si è affermata l’occupazione abusiva di case private. Qui, solo qui, il ladro trova agio nella legge perciò irrompe nell’altrui proprietà sapendo che riceverà risarcimento qualora il proprietario si difendesse; questo trend sovversivo si è affermato in Italia e questo è il trend che destina al tracollo la stirpe evoluta. Sostenendo il fanatismo pretestuoso della setta progressista, a ragion veduta, potrà estinguersi il privilegio toccato dall’uomo colto e di conseguenza tutto ciò che egli vorrebbe tutelare; il bullismo giovanile è dunque divenuto cronico e si è ben ramificato nelle meningi dei poteri adulti. Codesto bullismo si adopera legiferando passioni futili e sfavorevoli alle persone assennate, siccome l’intera collettività ne subisce fin da subito l’effetto restrittivo. Non vi era motivo di imbrigliare all’adolescenza una matura società. NOI votanti siamo l’unico target indispensabile ai governanti e l’unico target su cui può puntare l’establishment, il quale sa come fare ... Sprecare tempo su facebook arricchisce solamente facebook; staccare la spina non è difficile e sarà, in futuro, molto più difficile. L’acculturato moderno è nocivo a se medesimo; esso si prodiga affinché il sapiens esaurisca il suo tempo vegetando, alla pari del disabile. Una gran quantità di nuovi reati sono stati inseriti a causa di sporadiche infrazioni, le quali eccezioni rimarranno eccezioni perpetue, ma estremamente coercitive per la collettività operosa, in buona fede, la quale dovrà badare a come si muove, quando si muove. L’immatura supponenza dell’ultimo arrivista intende stravolgere tre miliardi di anni d’evoluzione della vita in terra che fin qui si è sorretta, infatti, è risaputo che ogni spudorato iniziatore si sia poi accollato le idonee condanne umane; solo il tempo trattiene le attuali censure le quali confluiranno nell’identico epilogo di cui conserva memoria Piazzale Loreto. Traduco: l’intelletto progressista è decorativo, plateale, nocivo alla fragile esistenza terrestre. L’ideologia WOKE determina infine l’informazione fomentando un’illazione che è protesa alla persuasione collettiva. I salottini della TV di stato indottrinano l’utenza, quelli a tenore politico di La7 invece fanno satira come fa Crozza esplicitamente. Le facce acquiescenti delle presentatrici specchiano l’assuefazione spettante al portaborse e specialmente il sorriso stampato, ammiccante il tanto che basta, ne conferma l’intenzione. In democrazia, ogni notiziario dovrebbe informare e mai mirare a convincere, viceversa è circonvenzione pilotata da estremismo incurabile. Chiaro è che la nostra democrazia è un paravento: il giornalismo osservante va rieducato, idem i genitori plagiati, ormai succubi di tale postura, su cui grava il compito di forgiare i rispettivi giovani. Molti genitori di sesso uguale professano sui figli i concetti gender, così negando ai bimbi lo sviluppo naturale. Spacciare nefandezze sul minore è reato! Uno Stato Laico, Democratico, svincolato da preconcetti, non dovrebbe assolvere il compito d’indottrinare alcun contribuente. Noi elettori potremmo continuare sulla stessa onda o trattenere i fittizi iniziatori nelle loro ZTL. Cercansi candidati sostenitori dell’umana razionalità efficace, quanto perenne. Fridays For Future. Frequento saltuariamente i social di Internet benché vi si ossequi ecologia, globalizzazione, establishment e promiscuità. Il mio cellulare è sempre acceso, dimenticato su un comodino, pure senza credito, fin dalla pandemia, cioè riceve soltanto; codesta attualità è un ripiego ponderato e va bene così perché nel mio moderno alveare cittadino vi vegetava lo stimato inferno in terra, ben coordinato dallo straordinario trend woke. Torturare la dignità è paritetico alla punizione che s’infligge al dormiente, giacché è egli assopito. A fronte di ciò la morte sarebbe, come sempre, la più autentica liberazione, tra l’altro prescritta senza oneri in ogni destino. Vivo comunque in Italia che è luogo da cui i migliori fuggono. È sempre qui che il Sistema Democratico estorce pecunia e libertà in maggior misura di qualsiasi tirannia del remoto passato. In Italia c’è offerta di lavoro per qualunque formazione e vocazione, tuttavia gli eccessivi oneri, assorbiti dai dispositivi di ordinamento, cui si uniscono le inevitabili sanzioni da mettere in conto, rendono sconveniente l’offerta al target più ampio, ma anche a quelli che vorrebbero fare impresa associandovi le meticolose regole implicite. Nel buon paesano cresce invece la vocazione del volontariato, azione che ci racconta quanto il lavoro consacrato sia divenuto inquinante. È colpa di chi? È qui, sempre nel Bel Paese, che il pertinente condominio tutela l’ambigua disonestà a scapito dell’insopprimibile dignità individuale che invece nulla pretende, tuttavia il condomino avalla mozioni in buona fede. Da nord a sud, il condominio italiano si è evoluto in una specifica direzione, la quale si equipara nella gestione del territorio nazionale, in cui l’operato del ministro di turno si avvarrà della pertinente opportunità che riassumo in questa frase: ora o mai più, ovvero è questo il turno mio. Ovunque, ogni amministratore troverà spalleggiatori prezzolati, i quali voteranno le proposte più rincarate, affinché nell’effettivo consuntivo l’eccedenza prevista sia destinata agli spalleggiatori e all’amministrazione. Nel condominio, i lavori di adeguamento si replicano identici ogni anno, mentre l’importo delle spese, suddivise procapite, saranno appioppate per intero ai condomini onesti, cioè i citrulli di maggioranza. Questo è il modello accreditato, cioè la regola affermata, cioè forma mentis vigente nel nostro bel paese, il quale ci segnala che i morti di fame conterranei, cioè gli arrivisti assatanati, cioè i desunti dal ceto di figlio unico viziato, sono gli stessi che amministrano l’Italia. Nel 68, la donna evocò vigore a se medesima e indusse al freno ogni esuberanza per lei fuori portata e così fu! Già nel 2.000, dovunque in Italia, c’era e c’è un autovelox che serve solamente agli enti comunali per fare cassa, ignorando l’incidenza effettiva sul benessere dei contribuenti, idem dicasi per la revisione biennale di ogni veicolo che è irrilevante ai fini della sicurezza, poi l’IVA 22%, la TARI, l’IMU, il bollo, l’Odg, l’Ogm, l’Ong, le accise, lo smaltimento, il pedaggio, il monopattino, la pista ciclabile, la specie protetta, la costa protetta, il sottosuolo protetto, il coprifuoco, il fuoco, il Colosseo, l'ente parco, il tesserino per i funghi, il tesserino per l’idraulico, l'R22, il 410A, l'insegna, le svariate certificazioni necessarie per fare pure l’orto, cui si somma la tassa di attività che estorce fin oltre il 40% del fatturato. Mi spiego meglio: alla tassa riscossa del 40% si aggiunge il 22% di IVA (Chiaro è che il 62% del fatturato va allo stato italiano – La guerra sui dazi di Trump ha le sue ragioni), il rimanente 38%, spendibile, renderà allo stato un ulteriore 22% (IVA sui prodotti acquistati). L’utile reale? 16%, si e no. Sull’intero iter è culminante l’Agenzia delle Entrate, cioè l’usuraio nazionale certificato più deleterio che la Storia del Sapiens possa commemorare. L’agenzia Delle Entrate è istituita per moltiplicare i proventi statali, come Cristo per il Pane e i Pesci e che ogni governante contesta ma avalla con ambigua devozione. Proprio nel mio Bel Paese, il KuKluxKlan si è tolto il cappuccio ed assegna ergastoli per sua soddisfazione, cioè senza prova certa. Il ragionevole dubbio del magistrato si è convertito in certezza ma solamente in Italia. Recente è l’omicidio stradale che quanto prima si affiancherà al femminicidio stradale. RAI TG racconta: 6 mesi di carcere ad un tranquillo ciclista per guida in stato d’ebbrezza. Nel Bel Paese abbiamo un’indole artistica che nessun altro governante osa imitare ed è codesto il motivo che polarizza su di noi l’attenzione del globo intero. Riassumendo: in Italia, subire disposizioni è lecito perché nessuno si oppone, sicché, tacitamente, i migliori italiani ci sorridono dall’estero. In Italia, ben chiaro è l’esempio propinato dall’acume acculturato derivante da sinistra stortura: ci giunge forte il suo risentimento ideologico, idem il concetto di rivalsa, come l’intolleranza verso il proprio simile qualora NON sia un diverso. La figura del contribuente tradizionale è bandita per reputazione negativa, perciò lo si torchia fino allo sfinimento, addossandogli evasione fiscale che invece fa capo a frange mafiose internazionali ben note allo stato, come al mercato cinese ben tutelato. Sicché l'onesto contribuente non è più libero di usare i propri guadagni come vorrebbe perché l’insinuazione lo rende complice di evasione fin dal suo primo caffè. In opposizione, la Brics, a maggioranza internazionale, difende i costumi tradizionali. L'acume sinistro predica la pace ma sostiene la guerra senza tener conto del numero delle vittime che realmente patiscono tale conflitto morboso e che chiunque altro uomo avrebbe evitato a priori. Costoro, tutti, io vorrei vederli in prima linea in Ucraina, armati delle loro stesse armi per combattere il loro nemico immaginario. La parvenza inoculata dagli strumenti d’informazione inganna l’opinione collettiva, assunto che la sudditanza all’Europa non è migliore della sudditanza Russa. Vero è che il fanatismo europeo ha preferito finanziare la devastazione dell’Ucraina, come ha fatto Zelensky, il quale mai pondera la quantità di vittime ucraine derivanti da ogni sua azione. Sommariamente, viviamo in una democrazia ignobile che è opprimente quanto il nazismo. Adduco un quesito: quanto costerebbe la nostra libertà in assenza del condizionamento culturale vigente? È una domanda impertinente; sia Cristiani, sia assuefatti al metodo egemonico, niuno punterebbe al futuro senza aver timore del passato più recente, cioè le due guerre più devastanti comparse in memoria. Ho invece certezza che la risposta al quesito sarebbe inappropriata al vero dilemma e certamente influenzata dai propri affari quotidiani, quelli associati alle criticità del bilancio personale, come al trend di riferimento, il quale include il precetto implicito di cui ognuno è succube; le scadenze da onorare sono indelebili ed hanno priorità su tutto il resto. Osservo che, vivendo alla rinfusa, nessuno si pone il problema dell’insieme collettivo, sebbene l’inibizione arbitraria del collettivo comprima costantemente ogni nostra azione. Il quesito predominante rimane questo: a chi giova la mia dipendenza psicologica al nuovo costume costituito? Il fatto che ognun di noi rincorra il proprio benessere, non dimostra che tale benessere coincida con l’arrivismo strutturato nella mentalità metropolitana, la quale fu preconfezionata dai soliti oligarchi e manco col miraggio di un trend a misura d’uomo di cui nulla si ipotizza e che nemmeno il Padreterno potrebbe articolare a suo gradimento. Nel presente, il nostro tempo ci appartiene. Sarebbe opportuno edificare il nostro trend a misura di borgo e diffonderlo come modello per altri borghi, siccome il borgo pulsa di vita residente, siccome il borgo obietta spontaneamente sulle architetture incompatibili, siccome il borgo ama il suo tempo, siccome il borgo è una valvola rilassante anche per i soggetti che avevano abbandonato il piccolo borgo. Il borgo disprezza l’intelligenza artificiale e pure le pale eoliche. Il borgo vorrebbe un “trattore” più conveniente affinché non subentri l’abbandono totale dei suoi terreni. Il borgo va valorizzato in ogni suo aspetto e con ovvie cautele, in quanto il suo libero pulsare non dovrebbe percepire alcun cambiamento. Nel borgo risiede l’ultimo baluardo delle nostre radici. L’etnia del borgo italiano è in via d’estinzione; è necessario proteggerne, oggi e nel tempo futuro, ogni aspetto saliente, siccome i grandi marpioni del profitto approfittano specialmente delle nostre debolezze e fanno leva sui nostri desideri, al fine di completare le loro audaci strategie di marketing. Il trend velato, uniformante, esiste ed è artefice di bizzarri costumi in mutazione; l’identità italiana è già sotto attacco da alcuni decenni. Tale processo riguarda tutti, perciò non possiamo ignorarne l’aspetto soggiogante. Saper distinguere la muffa e separarla dall’umana essenza, determinerà il futuro della specie egemone del terzo pianeta; sarà codesto il tema trascinante per i ricercatori che dovranno chiarire qual è il punto matematico di non ritorno. Sarebbe opportuno considerare che la prassi dell’universo a noi noto è priva di vita, mentre il tessuto terrestre resta un’eccezione provvisoria. Fin dal 68, il politicante eco-progressista annaspa su numerose tematiche, tutte orientate a peggiorare il ciclo di vita degli attuali esistenti, cioè null’altro che abbia a che fare con le proiezioni ordinarie del popolamento e le assodate correlazioni nocive all’equilibrio degli insediamenti. Vegetare non è meta appagante per l’uomo; lo è per la donna. Tra pochi decenni, la spasimata globalizzazione diverrà cardine di disordine e sarà ingestibile perfino dall’Intelligenza Artificiale; è solo una questione europea. Esistere non sarà facile in occidente salvo che siano ripristinate, emancipate e tutelate le responsabilità individuali fin dai primi anni scolastici. Mò-mò, la distrazione di massa ci nega di confluire liberamente nella genialità di Leonardo, di Albert, di Galileo, di Nicholas ecc, perché il divieto di fare è qui legge prevalente. In quale ginepraio nasceranno i nostri nipoti? Il divieto è astratto ma opprime l’esistenza dall’alba al calar del sole. Fermiamo gli usurpatori del nostro benessere e proteggiamo il nostro avvenire. (continua) Vito Gamt

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