Puntualità!

 Censimento apparecchiature informatiche.

   - Si è raccomandata di essere puntuali, in sede mi hanno puntualizzato che bisogna essere puntuali: siamo attesi per le 13:45. Si tratta di un lavoro di 15 minuti. Da Meda a Milano ci basta mezz'ora! - Affermo io, rivolto al mio collega.
   - E' mezzogiorno! A quest'ora la Milano Meda è scorrevole - Mi risponde il collega.
   - ... Paul Mac Cartney deve la sua notorietà ai Beatles ... Via Stelvio 13 ... Siamo fortunati; c'è il parcheggio interno. ... 13:35, siamo perfino in anticipo. Prendiamo un caffè? Oppure? ... No, è meglio farci vedere subito. - Il mio è quasi un monologo.
Il mio collega evita di discutere; lo stipendio gli è sufficiente.
   - Spiacente per voi, signori; la persona che cercate è in pausa pranzo fino alle 14 - 
La centralinista si pone intransigente e ben informata.
   - Nessun problema. Siamo noi in anticipo; il tempo di un caffè al bar di fronte e saremo di ritorno. - Le rispondo.
E' una centralinista indaffarata, pacioccona, incurante di ciò che non le compete, volutamente indifferente agli affari altrui; è stata così selezionata di proposito.
Alle 14:00 siamo nuovamente nella reception e stavolta avvisa tempestivamente la persona di riferimento.
   - La responsabile CED è impegnata al telefono! – Tono distinto, distante, ma il messaggio è per noi.
Noi due iniziamo a guardarci attorno muovendo qualche passo, osservando quadri ed avvisi aziendali appiccicati in bacheca sulla parete alle mie spalle. Alcune persone ci scivolano accanto con noncuranza. Altri spuntano nell’atrio da ignoti corridoi e seguitano nei loro discorsi di cui si carpisce giusto qualche frammento. Sono tutti eleganti e difformi tra loro e perciò si può intuire un loro ruolo. L’ambiente è vasto e poco arredato. Il bianco delle pareti prevale ed il lucido marmo del pavimento, chiaro, dona ulteriore luminosità sprigionando riflessi attraverso le alte colonne squadrate. 
Dopo un quarto d’ora, compare la “nostra” persona e me n’ero quasi dimenticato.
   - Saremo veloci! Sono soltanto dieci postazioni da rilevare. – E’ sorridente e consapevole.
Si: è consapevole della sua approssimazione. La seguiamo verso il suo ufficio, ma intanto si ferma in un’area aperta in cui alcune persone, chine sulle rispettive tastiere, sono indotte a darle retta.
   - Le vostre apparecchiature sono già state rilevate? – Lei pone la domanda.
Non giunge risposta immediata quasi che quelle figure, ben calate nei loro monitor, rifiutassero il brusco ritorno. Osservando la nostra referente, intuiscono il senso della richiesta ed annuiscono.
Ora, lei si rivolge a noi con uno sguardo sfuggente; ci è chiaro che dobbiamo seguirla.
   - Questo è il mio ufficio. La mia postazione non è catalogata. –
Il mio collega annota le caratteristiche di quelle apparecchiature ed appiccica un’etichetta su ogni componente. Lui è novizio e ciò giustifica la mia presenza. Lei, invece consulta la posta elettronica e simultaneamente chiede chiarimenti ad un suo collega sull’ubicazione delle dieci postazioni non censite.
   - Gradite un caffè? – Suggerisce.
  - Ben volentieri, signora. Un buon caffè non si può rifiutare. – Ho dedotto a priori che fosse meglio assecondarne ogni richiesta. Il secondo caffè, probabilmente, ci farà trottare e recuperare tempo nel corso dei trasferimenti successivi.
Dopo un’ora ci congediamo: la missione puntualità e alle spalle.
Ciò che ci lascia entrambi perplessi è il rigore preteso dalla deliziosa responsabile, tuttavia il buon cliente ha sempre ragione.

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