La donna diverte?

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Frustrazione ambivalente.

E' conturbante condividere il pensiero femminista: codesto è prevalente, magari interessante ma non di pari peso rispetto alla smussatura secolare del più antico, perché è suggerito dal sesso debole diventato refrattario e neanche sarà possibile il confronto alla pari, fintanto che l'altro pari si definisce più debole.
Assecondare non significa condividere; dapprima eravamo diversamente pari e, soprattutto, diversamente abili nella mission di erigere una razionale convivenza (famiglia), invece ora siamo ancora diversamente pari, ma parecchio disabili per la canonica convivenza, altresì per la gestione della prole. La figura del giudice si è introdotta tra due soggetti intimi e sovrasta la la loro crisi di coppia.
Ora, siamo entrambi single ed entrambi perdenti, assunto che le ragioni dell'istinto sospingono tuttora verso il naturale approccio. 
Siamo perdenti entrambi, dunque lo è ogni tassello di questa moderna società, ivi inclusa l'incolpevole discendenza che dovrà assimilare i vizi estremi simulati dal genitore di turno e le peripezie imposte non più dai genitori, bensì dalla terza figura estranea. Ora, il concetto di famiglia di antica istituzione non ha più valenza, ma è scemata anche la forza pertinente alla famiglia, la quale, proiettata nella società, ora ne decreta l'inefficacia in termini di autosufficienza, di coerenza e di quanto si tramandi. Chi ha partorito tale disegno? Il qualcuno esiste ed è contumace.
Il pensiero femminista non si identifica con la donna razionale, tuttavia esso si muove velato, pretenzioso e intransigente e non si discosta molto dal pensiero ariano il quale ha coabitato serenamente con quello ebreo fino all'avvento di Hitler. Nel nostro caso l'intenzione è differente e comunque devastante.

Si promuove dunque la tendenza gay, anch'essa legittimata da consapevolezza di forgia sterile; si tratta di tregua apparente poiché le ragioni dell'istinto non si faranno beffare e tanto meno lobotomizzare da un trend ingenuo, tra l'altro istigato dall'opportunismo di pochi scaltri.

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