IL NON VOTO NON E' UN VOTO.

L'ottusa malattia si è rivelata contagiosa.

E' probabile che il giornalismo sia ignorante. Attualmente, sebbene l'informazione mantenga la medesima presunzione educanda del recente passato, tra l'altro palesemente accostabile al ruolo politico della solita casta, ma anche al valore del media, la rete ufficiale italiana manda in onda quotidianamente la dimostrazione di quanto il nostro giornalismo sia distante dall'intelligenza, dall'onestà e dal rispetto per il suo contribuente. Sostanzialmente, l'informazione tende a non promuovere le posizioni alternative al proprio colore politico e a negare solidarietà a chiunque manifesti pubblicamente le vere carenze del sistema o le nuove problematiche somministrate dai poltronati al potere. La pacatezza con cui viene trattato il trend induce i governi e gli stessi cittadini a sorvolare sulle impellenze reali.
Palesemente, il cronista ingaggiato si adopera per NON far passare alcuna verità che renda plausibile la perdita di controllo sull'opinione o che renda pertinente la reazione di soggetti oppressi: trattasi di raggiro condannabile al pari della truffa, poiché l'elettore generico, da sempre, è colui che finanzia lo strumento RAI preposto a pubblico servizio ed è lui stesso che ne subisce la manipolazione. E' facile dedurre che l'elettore, finché sarà obbligato a finanziare, sia esente da responsabilità e potrà esigere risarcimento per il raggiro ed i suoi effetti.
Inoltre, la verità, se raccontata, non sarebbe querelabile, tuttavia l'omissione ingannevole potrebbe esserlo: fino a che punto non si sa ma, il governo è subdolo, dunque truffatore, dunque ladro e dunque sarebbe da inquisire. Equitalia, ente esterno allo stato, ha compiuto usura smisurata in nome e per conto del governo; anche la complicità degli istituti di controllo sarebbe da inquisire. Il suicidio istigato da tale oppressione non è mai stato contemplato con interesse da nessun media. Per gli addetti ai lavori ed i depositari della censura, altresì per il cronista di turno, nessun turbamento scaturisce a fronte dell'espatrio di numerose aziende o al suicidio di migliaia di imprenditori.
Il giornalismo attuale, dal vertice al galoppino, ha dimenticato la missione, si è assiepato sull'onda e si astiene metodicamente nel prodigarsi affinché la disonesta condizione si appiani. Codesto, è un buon motivo per rifiutare l'iscrizione all'ordine dei giornalisti (ODG) e soprattutto, un buon motivo per rinnegare l'intero sistema; nonostante ciò sia utopico ma fattibile, l'equità del sistema sarà sempre nelle mani del giornalista che esercita informazione.



"Per tutta la durata della Serenissima il doge esercita prerogative vescovili, presiede alla messa come celebrante, nomina i vescovi della sua diocesi nullius e non teme scomuniche o minacce dal vescovo di Roma."

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