Liberté, egalité, fraternité
Siamo tutti fratelli, predica in benestante di sinistra, tuttavia mai lo è egli stesso, poiché nulla sottrae ai suoi privilegi affinché si onori la fratellanza; la puzza del raggiro ci guadagna!
Mai cade un ghello in tasca agli innumerevoli fratelli, ospiti o residenti, tuttavia la recita, distorta, fa breccia con tanto di plateale plauso. L'informazione di Stato, pilotata in tal senso, nemmeno demorde a tal punto che la RAI oscura il cenno qualora sia esso minatorio, quantunque legittimamente savio e di professione.
In codesto arbitrio, alcunché conviene intendere. Siamo rincitrulliti! Così pensano. L’Isis pare lontano, il
califfato invece è vigente. Il fanatismo di massa è
incomprensibile in fase embrionale; diventa chiaro infine, cioè quando è tardi
per porvi rimedio. Noi italiani siamo sotto
dittatura sfrontata, palesata in più d’una occasione da Re Giorgio e dai
coerenti successori, i quali non concedono alternative nemmeno di fronte al
dissenso referendario del 4 dicembre 2016, il cui verdetto marca l’ampia
bocciatura dell’attuale regime politico. I governanti imposti giocano la
partita a porte chiuse, come se fosse l'ultima concessa, incuranti dello
sfacelo strutturale e territoriale del paese, incuranti della sofferenza del
contribuente, del pensionato, del disoccupato e altrettanto riluttanti o
ignari, in merito al danno irreversibile che indurrà l'italico a prostrarsi ai nuovi poteri in orizzonte, in quanto frutto del medesimo plagio.
L’establishment, oscuro all’occhio comune, quasi
astratto, ma solido e ben plasmato sotto il primo velo di tutta la politica
occidentale, mantiene il potere camuffando il profitto con il buonismo e
tuttavia traducendo il buonismo in profitto indefinibile e sovente estraneo al
fisco. L’establishment ha tanti nomi e tanti cognomi ben tracciati
storicamente, ma intoccabili in quanto il vero potere transita nelle loro mani.
Soprattutto fanatici sono i sostenitori del gran partito i quali, sposata l'idea ingenuamente, fanno
passare per pregiata e legittima l’azione del mandante, senza neppure curarsi
del danno evidente, incombente a priori o sui postumi del loro prediletto
immigrato, ossia durante l’arduo iter migratorio, altresì negandogli il
sostegno promesso a destinazione e comunque il sostegno premesso nell’idea
medesima di cui il sopracitato sciame politico si fa forte sbandieratore. Il
PD è una colossale contraddizione, che si tratti di concetto o di realizzazione
dello stesso: esso è una bufala che la nazione ha subito e che sta subendo e lo
è sotto qualsiasi angolazione si osservi l’operato. Assieme al concetto è
affondata l’Italia, mentre sono beati i media, avvinti tuttora e distratti dalla
scissione del PD o dalle manovre interne di cui frega niente all’italiano
onesto. All’onesta dignità duole il masochismo dell'elettore infatuato e desta rammarico l'opposizione
inerte.
Qui c'è fame caro migrante. Qui incontri la tua stessa fame, cui si addiziona l'olezzare machiavellico di coloro che la mano a te tendono; codesta non è la destinazione, tanto meno lo è per il sano italico.
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