Il fanatismo intellettuale dell'occidente è errante

Un Sistema "Democratico" proteso a cancellare ogni responsabilità individuale non può pretendere responsabilità dal singolo individuo. L'accelerazione culturale del dopoguerra ha inebriato gli attuali laureati ponendoli in esposizione in forme demoniache e paradossali; molti di codesti sono finiti al governo e da qualche decennio forgiano pentole senza porvi precisi coperchi, ma in assoluta astrazione. Tanto abbiamo e tanto solletichiamo, giacché tutti siamo stati ampiamente indottrinati, tuttavia esiste l'innocua astensione dal voto che in discreta misura un qualcosa vorrebbe esprimere. Ciò a prescindere, le infrastrutture italiane cadono in frantumi (acqua, ponti, energia, alimenti, economia) sottolineando che la realtà calpestata dal contribuente si differisce totalmente dai concetti civilizzanti ipotizzati dal governante. Eravamo maestosi ingegneri in Egitto e nell'antica Roma, come lo eravamo nel paese Incas e in Bretagna, dopodiché giunse in approdo globale la diffusione professata del pensiero unico, occidentale, la cui improvvissazione ci conduce a esiti fallimentari. Un reset, improbabile, non riuscirà a risolere o a spronare l'uomo "civilizzato del terzo millennio" giacché perdendo indole il sapiens europeo ha perso tutto, perciò applaudiamo il reddito di cittadinanza, ammesso che qualcosa risolva. Dopo la pandemia e l'attuale guerra tra civiltà differenti, l'umanità destinata al futuro esigerebbe maggiore riflessione in chiunque abbia potere di professar parola. Facilmente deducibile che l'Ucraina sia un espediente simbolico, mentre la Russia di Putin interagisce. La Cina osserva ma c'è, così come l'intero oriente. L'America di Biden provoca. L'Europa ambigua non c'è, ma è meglio così.

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